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giovedì 28 febbraio 2008

Eccoci


Dopo anni di silenzio finalmente noi Giovani Comuniste/i torniamo a parlare, e lo facciamo con forza, con la consapevolezza di essere una grande risorsa a disposizione della società e della politica.
Lo facciamo utilizzando un metodo diretto, di facile fruizione e comprensione, adatto per chi vuole diffondere le proprie idee e creare consenso intorno ad esse: il giornalino.
Abbiamo deciso di puntare su questo mezzo perchè crediamo che possa essere funzionale alla nostra voglia di rientrare nel dibattito politico; alla nostra voglia di far capire che ci siamo e che vogliamo essere presi in considerazione.
Non è un caso, infatti, che sia stato scelto questo periodo particolare per iniziare a farci conoscere attraverso il mezzo stampa: stiamo vivendo una situazione politica in cui si stanno ridefinendo equilibri, in cui le storie dei partiti, le battaglie portate avanti durante gli anni sono state messe da parte (in tanti casi rinnegate) perchè c'era bisogno di una ventata di novità.
Noi non rinneghiamo la nostra storia, andiamo fieri del nostro passato e pensiamo che debba essere continua fonte d'ispirazione per la nostra azione sul territorio. Tuttavia riconosciamo che è necessario cambiare l'approccio nei confronti dei problemi, ma soprattutto nei confronti della gente a cui dobbiamo far capire che i problemi esistono e a cui dobbiamo essere capaci di fornire dei mezzi concreti per affrontarli. In poche parole ci proponiamo di essere concreti, sia nelle forme che nei contenuti: attraverso questo giornalino vogliamo trattare problematiche reali senza essere troppo autoreferenziali, perchè sappiamo che è anche per questo che ragazzi e ragazze, donne e uomini si sono allontanati dalla politica. Ci mettiamo in gioco e diremo chiaramente ciò che ci piace e ciò che non ci piace, quello che reputiamo giusto o meno, cercando di fornire ogni volta una possibile soluzione, dando valutazioni e rendendoci propositivi, convinti come siamo che occorre la partecipazione massiccia dei giovani alla vita politica.
Proprio questo giornalino, quindi, potrebbe fungere da catalizzatore di idee, da laboratorio di pensieri, e ciò sarebbe importantissimo nell'ottica della individuazione delle esigenze della popolazione giovanile, perchè da qui partirebbero le nostre battaglie.
Come diceva Ernesto "Che" Guevara: "Questo è uno dei compiti della gioventù: stimolare, dirigere con l'esempio la produzione dell'uomo di domani; e in questa produzione, in questa direzione, è compresa la produzione propria". Faremo esattamente questo: cercheremo di crescere noi stessi partecipando e tenteremo di far crescere gli altri fornendo sempre il nostro generoso contributo al dibattito politico-culturale.
A presto, Andres Venni

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